Una nuova ricerca integrata tra Università di Pavia, Fondazione EUCENTRE e Università di York dimostra che il CAA unisce basse emissioni, prestazioni sismiche eccellenti e filiera produttiva nazionale, posizionandosi come soluzione chiave per la decarbonizzazione del settore.
Il settore delle costruzioni è oggi chiamato a rispondere a una doppia, ineludibile sfida: garantire la massima sicurezza strutturale, in particolare in un Paese ad alta sismicità come l’Italia, e ridurre drasticamente l’impronta di carbonio degli edifici. Fino ad oggi, le valutazioni di sostenibilità (Life Cycle Assessment - LCA) hanno spesso trascurato un fattore cruciale: l’impatto ambientale generato dalle riparazioni e dalle ricostruzioni a seguito di un evento sismico.
In questo contesto, ASSOBETON intende valorizzare e diffondere i risultati di un avanzato studio scientifico dedicato alla valutazione della carbon footprint delle strutture in muratura di Calcestruzzo Aerato Autoclavato (CAA), svolto in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Pavia, la Fondazione EUCENTRE e la York School of Architecture dell’Università di York. La solidità di tale ricerca non deriva da mere astrazioni teoriche, ma poggia su un solido fondamento empirico: i modelli numerici e le soglie di danneggiamento adottati sono stati infatti rigorosamente calibrati sulle prove sperimentali cicliche di taglio-compressione su maschi murari in CAA, condotte in precedenza dal medesimo team di ricerca, garantendo così un'elevata affidabilità predittiva nella simulazione della risposta dinamica e nella conseguente, accurata quantificazione degli impatti ambientali lungo l'intero ciclo di vita dell'opera.