Sostenibilità e resilienza sismica: come la resilienza sismica può contribuire alla riduzione della carbon footprint nel caso del Calcestruzzo Aerato Autoclavato (CAA)
28/07/2026
Sostenibilità
Sismica

Una nuova ricerca integrata tra Università di Pavia, Fondazione EUCENTRE e Università di York dimostra che il CAA unisce basse emissioni, prestazioni sismiche eccellenti e filiera produttiva nazionale, posizionandosi come soluzione chiave per la decarbonizzazione del settore.

Il settore delle costruzioni è oggi chiamato a rispondere a una doppia, ineludibile sfida: garantire la massima sicurezza strutturale, in particolare in un Paese ad alta sismicità come l’Italia, e ridurre drasticamente l’impronta di carbonio degli edifici. Fino ad oggi, le valutazioni di sostenibilità (Life Cycle Assessment - LCA) hanno spesso trascurato un fattore cruciale: l’impatto ambientale generato dalle riparazioni e dalle ricostruzioni a seguito di un evento sismico.

In questo contesto, ASSOBETON intende valorizzare e diffondere i risultati di un avanzato studio scientifico dedicato alla valutazione della carbon footprint delle strutture in muratura di Calcestruzzo Aerato Autoclavato (CAA), svolto in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Pavia, la Fondazione EUCENTRE e la York School of Architecture dell’Università di York. La solidità di tale ricerca non deriva da mere astrazioni teoriche, ma poggia su un solido fondamento empirico: i modelli numerici e le soglie di danneggiamento adottati sono stati infatti rigorosamente calibrati sulle prove sperimentali cicliche di taglio-compressione su maschi murari in CAA, condotte in precedenza dal medesimo team di ricerca, garantendo così un'elevata affidabilità predittiva nella simulazione della risposta dinamica e nella conseguente, accurata quantificazione degli impatti ambientali lungo l'intero ciclo di vita dell'opera.


L’innovazione dello studio: il sisma entra nella LCA

Lo studio ha preso in esame un edificio residenziale tipo di due piani fuori terra, localizzato virtualmente in cinque città italiane (Milano, L’Aquila, Roma, Napoli e Catania) per coprire un ampio spettro di condizioni climatiche e di pericolosità sismica.

L’approccio metodologico ha integrato le analisi dinamiche non lineari (multi-stripe) con una valutazione LCA dalla culla alla tomba (secondo la norma EN 15978). L’innovazione risiede nell’aver quantificato le emissioni di CO₂ equivalente (Global Warming Potential) non solo per la produzione e il trasporto dei materiali (fasi A), ma anche per gli interventi di riparazione, sostituzione e riqualificazione post-sisma (fasi B3-B5).


I risultati chiave: perché prevenire conviene (anche all’ambiente)

Dall’analisi dei dati emergono evidenze chiare e di grande attualità per il mondo delle costruzioni:

  • L’impatto del sisma non è trascurabile. Sebbene il CAA, grazie alla sua bassa densità e alla ridotta dispersione delle proprietà meccaniche, mostri ottime prestazioni dinamiche, l’omissione degli interventi di riparazione post-sisma porterebbe a una sottostima sistematica dell’impatto ambientale. In aree a sismicità medio-alta (come L’Aquila e Catania), le fasi di riparazione (B3-B5) possono incidere fino a quasi il 10% sul totale delle emissioni del ciclo di vita.
  • Parallelismo tra costo economico e costo ambientale. Lo studio dimostra una correlazione diretta: ogni operazione di ripristino non comporta solo un esborso monetario, ma genera emissioni di intensità comparabile. Investire in una progettazione che massimizzi la resilienza sismica riduce la necessità di interventi futuri, generando un duplice vantaggio economico e ambientale nel lungo periodo.
  • Il vantaggio della filiera nazionale. L’analisi conferma che la produzione nazionale dei blocchi in CAA garantisce un tangibile risparmio emissivo nella fase di trasporto (fase A4), grazie a distanze medie ridotte rispetto a materiali importati o a logistiche complesse (come nel caso del trasporto marittimo verso la Sicilia). Una filiera corta significa meno emissioni e più controllo sulla qualità.
  • Prestazioni in linea con i benchmark europei. Nonostante l’inclusione di scenari di danno sismico, i valori di embodied carbon calcolati per le strutture in CAA si collocano nella fascia bassa dei benchmark europei e italiani, confermando la sostenibilità intrinseca del materiale.


Verso una nuova cultura del costruire: sicurezza e sostenibilità non sono più in contrasto

Questo studio rappresenta un passo avanti fondamentale verso una cultura della progettazione che non separa la sicurezza dalla sostenibilità, ma le considera due facce della stessa medaglia. Per ASSOBETON, i risultati confermano che i manufatti in calcestruzzo, e in particolare le soluzioni evolute come il Calcestruzzo Aerato Autoclavato, sono alleati strategici per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del settore, a patto che la loro progettazione tenga conto dell’intero ciclo di vita, eventi estremi inclusi, e questo grazie a un insieme unico di caratteristiche: leggerezza, affidabilità meccanica, bassa carbon footprint, isolamento termico naturale e filiera produttiva nazionale.

Costruire in CAA significa scegliere un materiale che è sostenibile per natura, performante sotto sisma e vantaggioso nel lungo periodo. È tempo che il settore delle costruzioni italiano adotti un approccio davvero integrato, in cui la resilienza strutturale e la riduzione dell'impronta di carbonio viaggino nella stessa direzione. ASSOBETON continuerà a promuovere e supportare la ricerca scientifica di alto livello, perché solo dati sperimentali solidi e analisi trasparenti possono guidare le scelte dei professionisti e delle istituzioni verso un futuro davvero sostenibile.

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Per approfondire i contenuti dello studio si rimanda alla pagina specifica del progetto