L'industria della prefabbricazione in calcestruzzo, trainata dall'evoluzione delle esigenze economiche e dei cambiamenti normativi, è destinata ad entrare in una fase di profonda trasformazione. Sebbene la prefabbricazione in calcestruzzo continui ad offrire importanti vantaggi, quali la rapidità di costruzione, il controllo della qualità e la riduzione della manodopera in cantiere, il settore si trova ad affrontare nuove sfide che ne influenzeranno lo sviluppo nei prossimi anni.
Una delle questioni più urgenti è rappresentata dalla crescente domanda di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. In Europa, iniziative quali il Green Deal europeo e il pacchetto “Fit for 55” stanno fissando obiettivi ambiziosi per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra di almeno il 55% entro il 2030. Il settore delle costruzioni, compreso quello della prefabbricazione in calcestruzzo, è direttamente interessato da queste politiche, a causa della elevata intensità carbonica associata alla produzione del cemento.
La produzione di cemento continua a rappresentare una fonte significativa di emissioni globali di CO2, sottoponendo i produttori di elementi prefabbricati a una crescente attenzione da parte di investitori e clienti. Il quadro normativo sta evolvendo rapidamente: la revisione del Regolamento sui Prodotti da Costruzione (CPR) e il continuo sviluppo delle norme aggiornate sui cementi, tra cui EN 197-5 ed EN 197-6, mirano a favorire un più ampio impiego di leganti a basse emissioni di anidride carbonica e ad aumentare la trasparenza attraverso le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD).
La transizione verso miscele a basse emissioni di CO2 e leganti alternativi rappresenta una delle principali direttrici di sviluppo del settore delle costruzioni. L'impiego di cementi a basse emissioni di CO2 rappresenta una rilevante sfida tecnica, in particolare nel settore della prefabbricazione, dove la velocità produttiva e l’affidabilità prestazionale sono requisiti fondamentali. La criticità più immediata è legata alle minori resistenze a compressione del calcestruzzo nelle primissime fasi di maturazione dovute al più basso contenuto di clinker nei nuovi cementi. Con l’aggiunta di materiali cementizi supplementari, che reagiscono più lentamente rispetto al clinker, le miscele possono, in aggiunta, sviluppare resistenze significativamente inferiori nelle prime ore o giorni dopo l’esecuzione del getto. Per gli impianti di prefabbricazione, questo si traduce in una riduzione della produttività, a meno che non venga utilizzata una maturazione accelerata (con conseguente consumo energetico) o a specifiche tecnologie additivanti in grado di promuovere le reazioni di idratazione dei leganti, tali da compensare la perdita in prestazioni alle brevi stagionature.
Il futuro e l’evoluzione della prefabbricazione in calcestruzzo dipenderanno quindi dalla capacità di innovare e allinearsi a queste tendenze, raggiungendo gli obiettivi di sostenibilità e produttività richiesti dal mercato. Per rispondere alle esigenze del settore della prefabbricazione, sono oggi disponibili tecnologie additivanti in grado di combinare riduzione dell'acqua e accelerazione dello sviluppo delle resistenze iniziali. Tra questi rientra MasterCO2re HES 30, additivo che combina la tecnologia Intelligent Cluster System (ICS) con la tecnologia Crystal Speed Hardening (CSH).
Sfruttando e integrando queste due tecnologie complementari, MasterCO2re HES 30 genera un effetto sinergico che migliora le proprietà del calcestruzzo sia allo stato fresco, sia allo stato indurito. Il risultato è una migliore lavorabilità, una più rapida scasseratura e prestazioni affidabili, senza compromettere la durabilità a lungo termine. La tecnologia Intelligent Cluster System (ICS) di MasterCO2re HES 30 organizza dinamicamente l'acqua e i cristalli CSH in cluster altamente reattivi, creando fin dalle prime fasi le condizioni ottimali per l'idratazione del cemento. All'interno di questo microambiente, la crescita dei cristalli CSH non solo viene accelerata, ma anche orientata in modo controllato, favorendo la formazione di una rete densa e ben interconnessa di prodotti di idratazione. Il risultato è un equilibrio ottimale tra riduzione dell'acqua e sviluppo accelerato delle resistenze meccaniche alle prime età, anche nei sistemi cementizi a basso contenuto di clinker.
Il meccanismo a doppia azione descritto consente di migliorare la lavorabilità e di accelerare lo sviluppo delle resistenze meccaniche nelle prime fasi di maturazione.