Una nuova campagna sperimentale conferma come l'ottimizzazione del mix design e l'uso di sottoprodotti riciclati possano ridurre l'impatto ambientale dei manufatti, mantenendo inalterate le prestazioni meccaniche e la resistenza nel tempo.
Il settore dei manufatti prefabbricati in calcestruzzo armato si trova oggi a dover integrare le consolidate esigenze produttive con le sempre più stringenti richieste di sostenibilità ambientale. Storicamente, per garantire le necessarie resistenze meccaniche a breve termine, la produzione in stabilimento ha fatto ricorso a cementi ad alta resistenza iniziale (come i CEM I 52.5R) e a dosaggi di clinker piuttosto elevati, anche superiori a quelli richiesti dalla normativa.
Tuttavia, il quadro normativo e tecnico si è evoluto. Con la recente UNI 11104:2025 si è consolidato un principio essenziale per la progettazione e la produzione: la durabilità del calcestruzzo non dipende dalla quantità assoluta di cemento presente nell'impasto, ma è governata dalla porosità della matrice e, di conseguenza, dal rapporto acqua/cemento (a/c)."